mercoledì 23 gennaio 2008

Renato Portaluppi


Insieme ad Andrade nell'estate del 1988 arriva a Roma Renato Portaluppi.
Liedholm lo presenta con poche parole: "È secondo solo a Gullit".

Il Barone ci aveva visto giusto, anche se non si riferiva alle doti calcistiche. Come l'olandese del Milan, il brasiliano è un vero Mandingo e non c'è donna che non si porterebbe a letto.

Fisico da culturista, chioma fluente e temperamento caliente, Renato si getta a capofitto nella "dolce vita" paracalcistica.

Entra nel giro di Maradona e consuma le sue nottate brave.

Il rendimento sul campo è conseguente, ovvero una pena: in campionato 23 presenze e nessun gol, tre partite e una rete in Coppa Uefa, sei partite e tre reti in Coppa Italia.

Non contento della fama di playboy e nottambulo, si costruisce anche quella di rompicoglioni: fa a botte con Massaro, rilascia interviste polemiche contro il calcio italiano, a un giornale brasiliano confida che un giocatore come Giannini lì non giocherebbe neanche in terza divisione.

Insomma Renato in Italia non si diverte abbastanza (almeno giocando a calcio), non si sente capito, anzi ha la sensazione di subire un boicottaggio.

I tifosi per un po' lo fischiano e si incazzano, poi passano allo sfottò.
All'Olimpico appare uno striscione con la scritta: "A Renato, ridacce Cochi".

Il pacco viene rispedito al mittente a fine stagione.

Torna in Brasile e inizia la classica peregrinazione della promessa fallita in cerca disperata di un ingaggio: gioca nel Flamengo nel '90, passa al Botafogo nel 1991, nel 1992 al Cruzeiro, nel 1994 all’Atletico Mineiro, nel 1995 al Fluminense e nel 1997 torna al Flamengo.

Nel 1999 strappa un ultimo un contratto con il Bangu.

La sua storia a base di pallone, imbrogli e sesso facile meriterebbe di diventare il soggeto di un film.

Con Alvaro Vitali e Lino Banfi.

Daniel


Al termine della carriera , Renato Portaluppi ha deciso di sedersi sulle panchine carioca: nel Madureira (2001), nel Fluminense (2002-2003) e attualmente nel Vasco de Gama.
Aggiornamento: in data 22 maggio 2008 Anonimo ha scritto:

Renato Gaúcho Portaluppi attualmente allena il Fluminense, lo scorso anno ha vinto la coppa nazionale e adesso la sua squadra è arrivata alle semifinali della Libertadores.
Come giocatore non era affatto scarso, certo che se alla Roma non ha combinato nulla era anche perchè la squadra era scarsa con un allenatore ed un presidente ormai prossimi al capolinea.
Ciao, bel sito
Renato merita una seconda possibilità nella capitale, stavolta come allenatore.

Grazie anonimo per la segnalazione !!!

5 commenti:

  1. complimenti per il blog è davvero un'idea geniale quella che hai avuto!!!!se passi dal mio blog sei il benvenuto!!!

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  2. Renato Gaúcho Portaluppi attualmente allena il Fluminense, lo scorso anno ha vinto la coppa nazionale e adesso la sua squadra è arrivata alle semifinali della Libertadores.
    Come giocatore non era affatto scarso, certo che se alla Roma non ha combinato nulla era anche perchè la squadra era scarsa con un allenatore ed un presidente ormai prossimi al capolinea.
    Ciao, bel sito
    Renato merita una seconda possibilità nella capitale, stavolta come allenatore.

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  3. ...tanto per concludere il Flu di Renato è in finale di Copa Libertadores (2-2 e 3-1 al Boca Juniors) ed il 25 giugno ed il 2luglio si giocherà la finale con l'LDU Quito...

    In bocca lupo...

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  4. Sono tifoso della Roma..e ricordo quando il club giallorosso ingaggiò Renato. Il calciatore era fortissimo il problema fu che venne inserito in un contesto privo di qualità e mordente: La Roma era priva di linea difensiva e si affidava ad un centrocampo che rasentava valore da retrocessione..Chiunque sarebbe naufragato..Per quanto riguarda il discorso Giannini (Il vero bidone)..bisogna ricordare che la sua presenza condizionava enormente la campagna acquisti romanista

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  5. Mi permetto di aggiungere qualcosa sulle imprese di Renato. In quel periodo vivevo a Rio e sostenevo il Fluminense. Per tutto il girone di andata del campionato (Mar-Lug), il Fluminense si concentrò esclusivamente sulla Libertadores, abbandonando in pratica il campionato (si salverà solo per un punto rimontando nel girone di ritorno). Sembrava che il gioco fosse valso la candela, in quanto il buon Renato arrivò in finale con l'LDU Quito: mai una squadra Ecuadoregna aveva vinto la coppa. L'andata si sarebbe giocata a Quito e il ritorno al Maracanà. Renato aveva un'occaisione unica per entrare nella storia del calcio brasiliano e tricolor (i colori del Fluminense). Poi la doccia fredda: alla fine del primo tempo a Quito, il Fluminense perdeva 4 a 1. Un altro gol di Thiago Neves nel 2T lasciava aperta una speranza: un 4 a 2 si poteva sempre recuperare. 2 Luglio 2008. Il Maracanà era strapieno. Io c'ero con la mia camisa tricolor. Non avevo mai visto una cosa del genere e pensavo: oggi è impossibile perdere. Pronti, partenza, via: al 6 minuto gol del Quito. Non è possibile. Il Maraca non ci sta. Continua a cantare e sostiene il Flu. Uno, due, tripletta di Thiago Neves in stato di grazia. Si va ai calci di rigore. Sbagliano proprio i trascinatori di quell'impresa: Conca, Thiago Neves e Washington el Matador. Per la prima volta nella storia, una squadra dell'Ecuador conquista la Coppa Libertadores.

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