giovedì 1 marzo 2012

Lajos Detari

Ero innamorato di Lajos Detari!





 





Da dopo l'addio di Platini per alcuni anni  Tuttosport e la  Gazzetta  avevano sempre ILLUSO noi tifosi di un suo arrivo. Ho  sognato per anni il suo arrivo (oppure nell'arrivo di un altro grande: Hagi)

Invece gli hanno preferito Zavarov.




Poi fortunatamente per noi italiani è arrivato a Bologna.
Lo seguivo. In Coppa UEFA tifavo Bologna ... anzi tifavo per lui.
Inoltre due anni dopo ha sconfitto da solo (con l'Ancona) l'Inter per 3 a 0.
Per me era un fuoriclasse autentico (classe, tecnica, giocate stupende, punizione, gol stupendi). 






I nove gol di Detari realizzati nel campionato di serie A 1992-93 con la maglia dell'Ancona contro Torino, Sampdoria, Fiorentina, Napoli, Genoa, Brescia, Inter e Pescara


Sintesi della partita di campionato tra Ancona e Inter finita 3 a 0.
Stagione 1992/1993.


Ungaria-Brasile 3-0
16-03-1986 Budapest, XIV. ker., Népstadion
76.000 Spettatori
Goals: 5' Détári Lajos (al minuto 18:10


Scheda di Lajos Detari sul sito http://www.calciobidoni.it/bidoni/detari.html

Luogo di Nascita:Budapest (Ungheria)
Data di Nascita:24/04/1963
Ruolo:Centrocampista
Posizione:Trequartista
Squadre:Bologna,Ancona,Genoa
Voto al Bidone: 6

Un panciuto talento ungherese dal caratterino difficile



Sembrava un predestinato: Lajos Detari muove infatti i suoi primi passi nel mondo del calcio nelle file dell’Honved, insieme al leggendario Puskas, con il quale spesso si vengono a creare delle scontate quanto pericolose similitudini.

Considerato come il miglior calciatore ungherese degli ultimi 25 anni, trequartista geniale ed elegante, con la squadra ungherese ha vinto 3 campionati ungheresi e altrettanti titoli di capocannoniere per tre stagioni consecutive, dal 1984 al 1986.

Dopo sei stagioni in Patria fa il grande salto nella Bundesliga, nelle file dell’Eintracht di Francoforte.
Il talentuoso magiaro in riva al Meno resta un solo anno, ma disputa un grande campionato e, grazie ad un suo gol in finale con il Bochum, regala ai rossoneri la Coppa di Germania.

I maggiori club europei si interessano a lui, in primis la Juventus, con la quale prese parte ad una tournee in America. (PS: HO SPERATO PER ANNI CHE ARRIVASSE ALLA JUVENTUS)

Purtroppo per lui la squadra torinese preferì puntare su un promettente giovane che veniva dalla Fiorentina, tal Roberto Baggio da Caldogno, e contemporaneamente gli arrivò una “proposta indecente” dall’Olympiakos Pireo.

Finisce quindi dritto dritto in Grecia: nei due anni che passa ad Atene Lajos dà spettacolo, ma l’inatteso arresto del Presidente del club lo costringe a fare di nuovo le valigie.

E’ l’estate del 1990 quando, diventato Capitano della Nazionale ungherese, lascia la Capitale ellenica e approda nientemeno che al Bologna: “Arriva il nipote di Puskas” titola uno dei principali giornali sportivi della Penisola.
Debutta in Coppa Italia nel derby vinto contro la Reggiana per 4-1 il 5 settembre, ma il campionato si rivelerà più difficile del previsto, tant’è che finisce con la retrocessione.

L’ungherese resterà al “Dall’Ara” anche per un’altra stagione in Serie B, evidenziando un sinistro brillante e una tecnica prelibata, unite però ad una costante indolenza ed un fisico non propriamente adatto ad un campionato impegnativo come quello italiano.

Senza contare l’eccessiva arroganza di cui si rendeva interprete, tipica di chi si sente superiore, sempre e comunque.

A mero titolo esemplificativo, al termine di una gara vinta dai rossoblu, un giornalista chiese a Detari come avesse fatto a sbagliare un gol praticamente fatto, e Lajos rispose serissimo: «L’ho sbagliato apposta, così i miei compagni impareranno a passarmi di più la palla».

Evitata di un soffio la C1, Detari lascia la società felsinea con qualche strascico di polemica ed accetta l’offerta dell’Ancona, che per la prima volta nella sua storia si appresta a disputare la massima Serie. Ma le cose non andranno bene: nuova retrocessione e, dopo una breve parentesi in Turchia, il passaggio al Genoa, dove resterà pochi mesi cadendo nel più totale anonimato.
Era evidente che il talento del magiaro si era ormai affievolito, anche se in Italia si è visto solo a sprazzi.

Famoso per il carattere forte tipico del leader, nella sua avventura italiana litigò con tutti, ma proprio tutti, a partire dai compagni di squadra fino al magazziniere.

Ma uno come lui non si poteva non perdonare, d’altronde era spesso in grado di vincere le partite da solo. Tuttavia, gli unici che erano disposti ad ingaggiare l’ormai bolso rifinitore erano gli svizzeri del Neuchatel, che lo sopportarono solo per un anno, a causa dei contrasti sorti con l’allenatore francese Gilbert Gress che, all’inizio della stagione successiva, lo mette fuori squadra.

Durante questa annata dice addio alla Nazionale magiara con 61 presenze e 13 reti, dal 1984 al 1994. Lajos torna quindi all’ovile, in Ungheria, dove decide di restare inattivo per un anno, ma la voglia di giocare gli torna immediatamente quando dall’Austria lo chiama il Sankt Polten, ambiziosa formazione di seconda divisione.

Con questa squadra Detari vince la classifica marcatori, ma la promozione nella massima Serie austriaca non arriva.

Verso la fine del 1998 il fuoriclasse ungherese, giunto ormai all’età di 35 anni, torna in Patria dove vestirà le maglie del BVSC Budapest e del Dunakeszi ma, dopo un breve periodo in Romania nelle vesti di allenatore del Bihor Oradea, tenta un’ultima esperienza in una sconosciuta squadra slovacca, l’Horna Poton, al termine della quale smette di giocare e inizia la carriera di allenatore a tutti gli effetti.

Una carriera ancor più movimentata di quella vissuta da giocatore, costellata da parecchi colpi di scena, il cui apice giunge nel Marzo 2006, quando il Presidente della federazione ungherese István Kisteleki gli chiese di guidare la massima rappresentativa Nazionale insieme a Peter Bozsik.
 Lajos accettò, ma dopo solo 10 mesi decise di lasciare a causa dei pessimi risultati conseguiti.

Una leggenda metropolitana lo vede proprietario di un chiosco che vende porchetta a Milano Marittima: in realtà continua a fare l’allenatore dovunque capita e in qualsiasi situazione possibile.

Ringrazio il mio amico Cristian Vitali per la recensione che ha donato a www.excalciatori.com

CRISTIAN VITALI (Terracina, 1980), è un grande appassionato di calcio, soprattutto della sua parte più poetica e passionale, a prescindere da ogni considerazione squisitamente tecnica. E’ dopo gli studi che inizia a maturare in lui l’idea di intraprendere la carriera nel mondo del giornalismo.
Laureato in Scienze Politiche, la sua prima esperienza sul campo risale al 2002, quando s’impegna come telecronista per la squadra del Priverno Calcio (militante nel campionato di Eccellenza), diventandone lo speaker ufficiale per quella stagione.
Nel 2004 prende parte a un Corso di Giornalismo Sportivo a Roma, grazie al quale entra in contatto con Francesca Bonfanti, conosciuta al grande pubblico per essere stata la voce fuori campo che chiamava Paolo Bonolis al Festival di Sanremo 2005. Assieme a lei e ad un gruppo di ragazzi volenterosi conduce per un breve periodo una trasmissione sportiva satirica sul network romano Radio 6, dal titolo “State Bene Così”.
Per tutto il 2005 lavora a tempo pieno con il quotidiano di Latina “Il Territorio”, occupandosi di sport e arrivando a gestire la pagina dedicata al campionato di calcio di Eccellenza. In questo periodo collabora con Domenico Ippoliti, apprezzato giornalista pontino, battendo innumerevoli campi della provincia pontina quali Terracina, Gaeta, Formia, Fondi, Sezze, Cisterna, Pomezia e Nettuno, seguendo le vicissitudini delle locali squadri calcistiche.
E dall’unione della sua inclinazione alla scrittura e l’amore per il calcio - complice soprattutto un corso di progettista web - nel 2006 nasce, per gioco e per passione, il sito web www.calciobidoni.it, che coglie nel tempo ampi consensi, grazie al passaparola di curiosi aficionados ed appassionati e ad alcune citazioni su importanti quotidiani sportivi, tra cui spicca “La Gazzetta dello Sport”.
Nel 2009 lancia il “Calciobidone”, curioso sondaggio che premia ogni anno i giocatori stranieri più scadenti che si sono esibiti nel campionato italiano, coinvolgendo per l’occasione diversi giornalisti sportivi che selezionano i nominativi dei calciatori oggetto di votazione da parte del pubblico. Tra questi, Furio Zara del “Corriere dello Sport”. L’iniziativa ha trovato riscontro nella stampa e sul web, tra cui il blog di Panorama e il sito calcioblog.it.
Nel 2010 pubblica il suo primo libro, una sorta di trasposizione su carta del proprio blog, dal titolo “Calciobidoni – Non comprate quello straniero”, un saggio ironico e divertente che diventa un vero e proprio must per gli appassionati di calcio.

Pubblicazioni
"CALCIOBIDONI - NON COMPRATE QUELLO STRANIERO"
(2010, Piano B, 240 pagine, € 12,90. ISBN: 978-88-96665-07-7)

DA WIKIPEDIA


Carriera 

Nel corso della sua carriera ha giocato in diverse squadre europee. Trequartista, è salito alla ribalta nelle file della Honvéd diBudapest con la quale ha vinto 3 campionati ungheresi e altrettanti titoli di capocannoniere. Nell'estate del 1987 viene acquistato dai tedeschi dell'Eintracht Francoforte.
In riva al Meno resta un solo anno, e, grazie a un suo gol in finale con il Bochum, regala ai rossoneri la Coppa di Germania. In seguito passa all'Olympiakos Pireo, dove passa due anni. Lascia la squadra dopo l'arresto del presidente del club.[senza fonte]
È l'estate del 1990 quando il capitano della nazionale ungherese lascia la capitale ellenica e approda al Bologna. Anche con i rossoblu Détári gioca per due stagioni, ma una serie di infortuni spesso lo costringono a lunghi periodi di inattività. Dopo il Bologna, il fantasista danubiano passa all'Ancona e quindi al Genoa. In Liguria trova poco spazio e così decide di lasciare l'Italia per trasferirsi in Svizzera al Neuchâtel Xamax. In terra elvetica ha contrasti con l'allenatore francese Gilbert Gress che, all'inizio della stagione successiva, lo mette fuori squadra. Durante questa annata dice addio alla Nazionale magiara con la quale ha disputato 61 partite (con 13 reti) e preso parte alla Coppa del Mondo 1986 in Messico.
Détári torna in Ungheria dove decide di restare inattivo per un anno, per poi passare agli austriaci del VSE St. Pölten, formazione di seconda divisione. Con questa squadra Détári vince la classifica marcatori, ciononostante la promozione nella massima serie austriaca non arriva. Nel novembre del 1998 l'ungherese, ormai 35enne, torna in patria dove vestirà le maglie del BVSC Budapest e del Dunakeszi e, dopo un breve periodo in Romania nelle vesti di allenatore del Bihor Oradea, torna a giocare, dapprima in Austriacon l'SC Ostbahn XI di Vienna e poi per il Felsőpatony, squadra della cittadina slovacca di Horná Potôň[1].
Dopo questa esperienza smette di giocare e inizia la carriera di allenatore a tutti gli effetti. Parte dal Csepel per poi proseguire conKispest HonvédLG-ACB Ha Noi (squadra vietnamita), HaladásFC TatabányaNyíregyháza e Panserraikos FC (squadra greca).
Nel marzo del 2006 il presidente della federazione ungherese István Kisteleki gli chiede di guidare la rappresentativa Nazionale insieme a Péter Bozsik. Détári accetta, ma dopo solo 10 mesi decide di andarsene a causa dei pessimi risultati.[senza fonte] Poi è tornato al lavoro sulla panchina del Felsőpakony, in terza serie ungherese. Nel giugno del 2007 torna nella massima serie magiara per guidare l'FC Sopron. L'esperienza dura solo tre mesi perché i nuovi proprietari del club lo esonerano dopo una partita vinta inCoppa d'Ungheria. All'inizio del 2008 fa ritorno in Grecia per allenare la formazione del Poros. Il 10 giugno 2008 è di nuovo in patria alla guida del BFC Siófok. Nel dicembre dello stesso anno lascia la panchina a Zoltán Aczél. Nel gennaio del 2009 passa sulla panchina del Vecsés FC, compagine della seconda serie magiara.
Dal 30 agosto 2011 è il direttore tecnico del Ferencváros.

Nessun commento:

Posta un commento